VIVA – La sostenibilità nella viticoltura in Italia

18/11/2013

Il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ha avviato nel luglio 2011, un progetto nazionale pilota per la misura della performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dal calcolo delle impronte dell’acqua e del carbonio con la partecipazione di alcune grandi aziende vitivinicole italiane (F.lli Gancia & Co, Masi Agricola, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Castello Montevibiano Vecchio, Planeta, Tasca d’Almerita e Venica&Venica), Università e enti di ricerca (Agroinnova, Centro di Competenza dell’Università di Torino, Centro di Ricerca Opera per l’agricoltura sostenibile dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Centro di Ricerca sulle Biomasse dell’Università degli Studi di Perugia).Il progetto, di durata triennale, creerà le condizioni necessarie per dare valore al vino italiano come “prodotto bandiera” dello sviluppo sostenibile in Italia e nel mondo.

Obiettivi

Costituire partendo dall’analisi di aziende campione rappresentative per la produzione viticola, una base dati che permetta di tracciare il profilo attuale della viticoltura italiana per quanto riguarda l’eco-sostenibilità.
Definire nel rispetto delle indicazioni dell’Unione Europea e di organismi come l’O.I.V. le linee guida per una produzione sostenibile.
Sviluppare un codice di sostenibilità che permetta una certificazione per le aziende ch seguiranno le linee guida proposte dal Ministero.
Fornire uno strumento informatico di facile utilizzo che sia in grado di valutare la performance ambientale della gestione del vigneto basato sullo sviluppo d’indicatori che includano le dimensioni sociali, economiche ed ambientali.
Formare tecnici in grado di portare avanti nelle aziende i protocolli di sostenibilità proposti.
Portare tutto questo all’attenzione del consumatore, sia sul mercato interno che su quello internazionale.

Come lo fa

La sezione ad accesso riservato permette la caratterizzazione delle aziende sia dal punto di vista anagrafico che dal punto di vista dei dati ambientali e territoriali. Questa caratterizzazione è alla base per poi procedere alla valutazione vera e propria attraverso gli indicatori Vigneto e Territorio, qui sotto descritto.

La valutazione porta ad identificare il grado di sostenibilità aziendale ma soprattutto ad identificare i punti critici sui quali concentrare gli sforzi.

Indicatore vigneto

Basandosi sulla Direttiva 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei fitofarmaci e sulle linee guida indicate dall’O.I.V. definite dalla guida CST 1-2008, il progetto ha sviluppato un indicatore innovativo che prende in considerazione le pratiche di gestione agronomica del vigneto. In particolare valuta l’utilizzo degli agrofarmaci, la gestione del suolo, della fertilità e della sostanza organica, delle acque superficiali, l’uso delle macchine agricole e gli aspetti legati alla biodiversità aziendale.

L’indicatore si sviluppa in tre sezioni:

–          Uso dei prodotti fitosanitari: Lo strumento analizza il rischio ambientale degli agrofarmaci in base alle proprietà chimiche e ai limiti eco-tossicologici, valutandone l’impatto potenziale a seconda del tipo di terreno dell’azienda e delle caratteristiche idrogeologiche e meteorologiche della zona.

–          Suolo: lo strumento si sviluppa su quattro moduli.

  1. Considera l’uso dei fertilizzanti organici e minerali valutando il rischio legato agli effetti potenzialmente dannosi come l’eccesso di nutrienti nel terreno, la contaminazione dei corpi idrici e gli effetti sulla biodiversità rapportati alla percentuale di sostanza organica e alle caratteristiche fisiche del suolo, al rapporto C/N, al contenuto in N, P2O5 e K2O, e alle modalità di applicazione;
  2. Valuta l’influenza che le operazioni colturali, con particolare riferimento all’utilizzo delle macchine agricole, e l’azione battente della pioggia possono avere sulla compattazione del suolo,;
  3. Valuta l’effetto delle pratiche di gestione del suolo sull’evoluzione della sostanza organica;
  4. Valutando come le pratiche di gestione agronomica e l’uso delle macchine influiscano sulle perdite di suolo causate dall’erosione.

–          Biodiversità. L’indicatore tiene conto della presenza di aree a vegetazione naturale, o piantumate dal viticoltore, presenti in azienda e/o contigue ai vigneti, basandosi sul presupposto che la presenza di questa aree rappresenta un importante serbatoio di fauna utile. Si parte cioè dall’idea che più un paesaggio è diversificato e migliore è il suo stato ambientale.

–          Nell’indice utilizzato:

  • le aree naturali hanno la massima qualità
  • le aree artificiali non hanno qualità in termini di paesaggio

•          le aree agricole hanno qualità solo se vi è diversificazione colturale

Indicatore territorio

Nel panorama complessivo dell’agricoltura italiana, il paesaggio disegnato dalla coltivazione della vite ha una importanza fondamentale e in alcuni casi (Langhe, zona del Prosecco nel Trevigiano, Collio e Colli Orientali del Friuli) il paesaggio viticolo è già oggetto di tutela o, addirittura come nel caso della Langhe, sta per essere riconosciuto come patrimonio dell’umanità.

La sostenibilità non è infatti solo valutazione dell’impatto ambientale, e non è solo misurabile attraverso la valutazione dell’impronta idrica, carbonica, e dell’impatto ambientale dovuto alla gestione del vigneto. Pertanto, al fine di integrare nella valutazione della sostenibilità gli aspetti ambientali, sociali ed economici è stato costruito un tool box kit di indicatori qualitativi e quantitativi capace di misurare la ricaduta sul territorio delle azioni intraprese dalle aziende. Gli ambiti di inchiesta sono biodiversità , paesaggio, turismo, società e collettività, gestione delle risorse umane ed economiche.

Partner

Ettore Capri, Lucrezia Lamastra, Elisa Novelli, Matteo Balderacchi
Opera centro di ricerca dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza
Maria Lodovica Gullino, Matteo Monchiero, Pieter Ravaglia
Agrinnova
Corrado Clini, Margherita Vitale
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare